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 “SIMBOLISMI CONTEMPORANEI”

dal 21 febbraio al 23 aprile 2019

Inaugurazione giovedì 21 febbraio dalle ore 18:00

Paula Dias, è una pittrice ed illustratrice portoghese, vive e lavora tra l'Italia ed il Portogallo.

Nelle sue opere conserva molti riferimenti della cultura figurativa del suo Paese, per esempio cita la tipica ceramica portoghese,gli "azulejos", presente in molti dei suoi lavori, oltre ad una scelta cromatica di forte sensibilità portoghese.

Le sue opere sono caratterizzate da una dimensione tra il surreale ed il fiabesco, i soggetti ritratti in pose teatrali, raffigurano quasi degli enigmi da decifrare, dove semplici posture dei protagonisti dei dipinti, celano significati, messaggi riguardanti l'amicizia, la famiglia e la vita.

Ricorrente nelle sue tele è la presenza della donna come soggetto e il tema della femminilità, ma ad un' analisi più attenta nelle tele di Paula Dias non sono ritratte delle figure femminili, ma Driadi, ninfe delle querce, le quali secondo la mitologia greca vivevano nei boschi e ne incarnavano la forza e il rigoglio vegetativo. Esse venivano rappresentate come donne giovani e belle, la cui parte inferiore del corpo terminava in una sorta di arabesco ad imitazione del tronco dell'albero, quindi sono esseri viventi per metà donna e per metà albero, raffigurate in un regno di fantasia, tra natura, cielo e mare, ricordando, tra l'altro, la forte sensibilità dell'artista alle tematiche ambientali.

 

Sabino Galante ,  è un artista figurativo, il quale ha fatto propria la tradizione figurativa della fine dell'800, impadronendosi delle tecniche di artisti quali Delleani, Fontanesi, Avondo ecc.
Questo bagaglio di tecniche della tradizione è stato poi declinato ai giorni nostri, con una sensibilità molto personale, affrontando tematiche più contemporanee.

Le opere che presenta in questa mostra hanno come soggetto l'infanzia e il gioco, in mostra burattini, pupazzi o bambole, riferimento al bambino che è in noi; i burattini di Galante, sempre portatori  di un messaggio che va oltre la mera riproduzione figurale, giocano a raffigurare personaggi storici quali Luigi XIV o Enrico Caruso mentre canta la celebre aria “Ridi pagliaccio...”, ricordandoci che ognuno di noi, anche da adulto deve sempre sognare, recuperare un sano approccio alla realtà, e continuare ad aspirare al raggiungimento dei propri sogni.


Ebe Tirassa

In questa nuova mostra la scultrice piemontese presenta alcune delle sue “Signorine”, sculture in terracotta ingobbiata, delicate e leggere, forti e determinate o sognanti, le quali rimandano alle nostre diversità interne e ai molti lati della personalità umana, mostrandoci una caratteristica propria e personale piuttosto che un’altra. Fisse nella loro posa da mannequin, rappresentano le mille sfaccettature che coesistono nell'animo umano, pronte a lasciarsi conoscere, svelando un’irripetibile identità come in un'istantanea fotografica, dove possiamo ritrovare e/o scoprire empaticamente noi stessi. Ogni Signorina è una figura che nella sua leggerezza ed evanescenza rimanda ad immagini oniriche, mostrandoci una caratteristica propria e personale o un’altra ancora. Rimane, per chiunque guardi le opere di Ebe Tirassa, la possibilità di indagarle ancora e di svelarne l’aspetto che più sente suo.