<  Basfi Giorgio


 Giorgio Basfi è un artista nato a Tradate, (Varese) nel 1980, la sua attività espositiva è cominciata nel 2003 grazie ad alcune esposizioni in Italia e all'estero. La ricerca artistica di Basfi è una continua sperimentazione tecnica e tematica, che si è sviluppata nel tempo andando a creare una serie di cicli di opere dove l'artista si focalizza su particolari tematiche.

Filo conduttore delle sue opere è la rappresentazione di forme geometriche fatte di forma e colore, che vanno a sintetizzare idee, sentimenti e avvenimenti. Le persone e gli oggetti per l'artista si trasformano in forme, colori e volumi che in un primo momento sembrano essere solamente astrazione pura. Non è così, ogni forma ogni colore è un rimando per un'idea, un'emozione.
 


Il rapporto dell’artista con la propria pittura è fondato sulla ricerca e il confronto con se stesso. La sua pittura astratta, di origine geometrica è sempre stata ricca di simboli e significati ancestrali mirati a interpretare e a conoscere quello che si nasconde dietro alla memoria collettiva dell’uomo

Mantenendo un dialogo continuo con le proprie opere, nel corso degli anni, Basfi è stato capace di passare, senza perdere forza, dalla carta alla tavola e alla tela, dal confronto con il dato reale fino all'astrazione più estrema. Dai primi lavori dove le tavole trasudavano di una materia viva, e dove la geometria, tanto amata dall’artista, portava un significato primitivo, ha via via rinunciato alla precisione quasi matematica e ha preferito nascondere questi significati tra i motivi della tela, lasciandosi trasportare da una pittura meno schematica, più libera e ricca di incognite. L’artista ci porta sempre più vicini al suo Big Bang artistico per poi celarlo per mostrarci i nuovi universi che si sono formati. Ha rinunciato col tempo alla tridimensionalità della materia per sfruttare al meglio la gestualità e il dinamismo che da ciò deriva.
I suoi lavori sono eleganti ma allo stesso tempo, caratterizzati da un primitivismo spontaneo e schietto.

Negli ultimi anni ha lavorato molto sullo studio della “forma percepita” e del suo vincolo legato al concetto puro di astrazione. Lavorando sulle sue opere, l’artista cerca di mettere in luce quanto l’uomo si rispecchi in ciò che osserva con i propri occhi, e quanto questo possa essere a volte un limite per la comprensione completa di un concetto astratto e infinito. I colori nelle sue opere recenti sono trattati come elementi spirituali racchiusi in forme amorfe, che seguono una loro personale armonia suggerita dall’elemento che trattengono, e solo tramite delle connessioni logiche che l’osservatore cerca di costruire con essere un’immagine composta che lo porti a pensare a qualcosa di suggerito dalla sua memoria.

Attualmente l’artista sta lavorando su opere pittoriche e scultoree della serie Egosistemi.



gallery FOTO